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TREVISO. In 300 al 'campo scuola' del Centro della Famiglia

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alt9 AGOSTO 2018. Sono oltre trecento le persone che hanno aderito alla Settimana residenziale per le famiglie della Scuola di formazione familiare del Centro della Famiglia di Treviso. Da Fiumes, paese di 200 abitanti in provincia di Bolzano, sabato torneranno a casa le prime cento persone, altre partiranno lo stesso giorno e l’ultimo gruppo raggiungerà Fiumes il 25 agosto. Famiglie al completo, genitori e figli con attività insieme, ma anche giochi per i ragazzi guidati da giovani preparati nei mesi precedenti e coordinati da una psicoterapeuta. A guidare i lavori degli adulti sono invece don Mario Cusinato e don Francesco Pesce, aiutati da tre coppie che hanno concluso il triennio della Scuola. “In questi giorni siamo un centinaio di persone del primo anno di scuola”, ha detto don Francesco Pesce presidente del Centro della Famiglia, “ospiti in un albergo adeguato per costi e spazi. Un po’ tutte le attività ricettive e della ristorazione nella zona di Fiumes si rivolgono alla famiglia, quindi trovi sale dedicate ai bambini e moltissime aree attrezzate con giochi”. Il programma giornaliero prevede numerose attività in comune, dalla preghiera alla riflessione alla passeggiata con panini al sacco per il pranzo, gioia per i ragazzi. Ci sono anche alcuni genitori che si alzano presto e partono per un’oretta di corsa in compagnia di don Francesco, riuscendo a farsi trovare presenti per la prima preghiera comunitaria. Il tema di questa settimana è la cura della relazione di coppia; il gruppo del secondo anno (dall’11 al 18 agosto) dibatterà sulla cura della relazione genitoriale e, infine, le famiglie del terzo anno della Scuola si occuperanno della relazione sociale. Una specie di ‘campo estivo’ per un’esperienza di vita e vacanza di comunità con orari, luoghi e attività condivisi, un’occasione per mettere in pratica quanto imparato e affrontare, come famiglie normali e complete, problematiche che oggi incidono sulla vita di coppia e di famiglia. Ma anche inserimento della famiglia al completo nel contesto per catturare gli input che arrivano dall’esterno e per capire la necessità di adeguarsi alle esigenze di tutti: condizione basilare per una partecipazione serena alla vita sociale. Il ‘focus’ di tutta l’attività è infatti sull’imparare a prendersi cura della relazione di coppia che risulta liquida, sfuggevole, continuamente da reinventare, e per la quale nessuno fa il tifo.In più, oggi “l'essere geni­tori è schiacciato sul fare i genitori, e sovraccaricatodi responsabilità e attese”, ha detto don Francesco Pesce.In 300 al 'campo scuola' del Centro della Famiglia.

 

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